Fourneau Bread Oven, il forno per il pane

Desiderate fare il pane in casa come quello del fornaio? Bene, allora dovete provare il Fourneau Bread Oven 2.0.
Se avete provato a fare il pane in casa ma senza grandi risulatati, questo strumento che vi può aiutare.
Si tratta di un forno di piccole/medie dimensioni per pane, pizze, focacce che va semplicemente inserito nel forno di cottura di casa.
Nato a Chigago da Ted e Sharon Burdett, una coppia ossessionata dal buon design e dal buon cibo, e appassionata nel creare strumenti unici per gli chef di casa.
Per il momento non è ancora in vendita ma arriverà presto ad un prezzo che si dovrebbe aggirare intorno ai 250 dollari.

Per maggiori informazioni vi invito a visitare il sito ufficiale: fourneauoven.com

Forno per il pane

Forno per il pane

Impariamo a leggere le etichette alimentari

Un primo passo per una corretta alimentazione lo possiamo fare al supermercato, imparando a leggere le etichette alimentari.
Dal 2011 è in vigore una normativa europea che stabilisce tutte le caratteristiche delle etichette dei prodotti alimentari, rendendole esaustive, semplici ed universali.

Vediamo i punti chiave da conoscere per scegliere un prodotto più valido rispetto a uno meno valido.

  1. Ricchezza di informazioni: se le informazioni riportate sono  tante, significa che il produttore sta dando un segnale di volontà di trasparenza.
    Oltre a quelle obbligatorie il produttore può indicare le certificazioni di qualità, il metodo di produzione o un numero verde per dare assistenza ai consumatori.
  2. Elenco ingredienti: obbligatorio per legge. L’ordine di esposizione è decrescente per quantità: il primo è il più presente.
    Leggete la lista degli ingredienti come se fosse una classifica. Ad esempio se il prodotto è una crema di nocciole ma il primo dell’elenco è lo zucchero, allora significa che la quantità di zucchero è sicuramente eccessiva considerato che supera la quantità della categoria merceologica stessa.
    Attenzione però a non essere tratti in inganno. Per capire la quantità totale di certi alimenti in quel prodotto non dovete solo verificare la posizione nell’elenco ma anche se ci sono altri ingredienti della stessa categoria.
    Ad esempio gli zuccheri: se nell’elenco sono riportati diversi zuccheri come saccarosio, sciroppo di glucosio, fruttosio, etc vuol dire che gli zuccheri totali sono dati dalla loro somma. E questo potrebbe far passare la categoria zuccheri come ingrediente più abbondante dell’elenco.
  3. Additivi: inseriti nell’elenco degli ingredienti e di solito appaiono per ultimi. Presenti per legge nella maggior parte degli alimenti rappresentano quelle sostanze usate come conservanti, coloranti, emulsionanti, antiossidanti, correttori di acidità, esaltatori di sapore, etc.
    In linea generale, possiamo dire che minore è l’utilizzo degli additivi, più naturale e preferibile è il prodotto.
  4. Tabella nutrizionale: non ancora obbligatoria, indica l’apporto energetico (Kcal) e le percentuali di grassi, acidi grassi saturi e insaturi, carboidrati, proteine, zuccheri semplici, fibre e sodio riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto (o porzione).
    Esempi: senza calorie, a basso contenuto di grassi, senza grassi, senza zuccheri, etc.
    La dicitura “senza zucchero”, per esempio, può trarre in inganno molte persone perché di per sé non è garanzia di assenza di sostanze dolcificanti. In questo caso meglio la dicitura è “senza zuccheri aggiunti”.
  5. Denominazione commerciale: informazioni relative alle condizioni fisiche e alle caratteristiche del prodotto o al trattamento che ha subito.
    Esempio: L’olio extravergine d’oliva è da preferire all’olio d’oliva, il latte fresco pastorizzato al latte pastorizzato.
  6. Denominazione protetta: denominazioni di origine riconoscite dall’unione europea.
    Esempio: DOP (denominazione d’origine protetta), IGP (indicazione geografica protetta) e STG (specialità tradizionale garantita).
    Sono una garanzia di qualità del prodotto, perché ci assicurano che l’alimento proviene da una specifica zona e che è prodotto secondo un determinato disciplinare.
  7. Termine/data di scadenza:  una delle informazioni che guardiamo con maggior scrupolo e tendiamo sempre a scegliere prodotti con tempi di scadenza più lunghi.
    I prodotti con tempi di scadenza più stretti indicano un minor contenuto di conservanti e sono quindi da preferire.
  8. Modalità di conservazione: si trova solo sui prodotti che necessitano di particolari accorgimenti (ad esempio il latte).
  9. Lotto di produzione: informazione obbligatoria e fondamentale per la rintracciabilità del prodotto.
    Ad esempio serve in casi di situazioni che prevedono il ritiro o il richiamo del prodotto dal mercato.

 

 

Fico di Bologna, il luna park del cibo

Fico, il luna park del cibo

Ad Ottobre 2017 aprirà a Bologna FICO (Fabbrica Italiana Contadina), il parco agroalimentare più grande del mondo che ospiterà artigiani, cibo di strada e chef stellati.

Un’altra creazione del patron di Eataly, Oscar Farinetti.  Il parco sarà una vera e propria arca di Noè per tutelare, conservare e far conoscere il top del settore alimentare italiano. Due ettari con più di 40 fabbriche che produrranno dal vivo i loro prodotti: pasta, salumi formaggi, ortaggi, carne, pesce, pane, vino e birra.  Non mancheranno luoghi di ristoro, botteghe, mercati, aule didattiche, fattorie e un centro congressi. L’associazione Le Soste e lo chef Enrico Batolini porteranno il meglio della cucina italiana in un’area ristoro che sarà il cuore del parco.

Un paradiso agroalimentare che ha lo scopo di portare ogni anno due milioni di tutisti stranieri e italiani e più di 500 mila sudenti.

Cosa troveremo? Per esempio i chioschi della porchetta, degli arrosticini, della piadina o degli street food, il prosciutto San Daniele, la mortadella Igp, e l’area Barbeque curata dal Mercante delle spezie di Torino…

Per maggiorni info vi invitiamo a consultare il sito ufficiale: eatalyworld.it

Fico di Bologna, il luna park del cibo

Braun presenta Italian Fusion

Italian fusion, un viaggio nel gusto. Food trip serie con protagonista lo chef Filippo La Mantia.

Si tratta di una serie pensata e studiata per il Web, sponsorizzata da Braun e prodotta da Shado.
Il celebre cuoco Filippo La Mantia viaggia, in sella alle sue moto, alla ricerca delle tradizioni gastronomiche delle differenti regioni italiane.

Un tour durante il quale vengono scoperte le bellezze paesaggistiche, le migliori materie prime. Ci sono inoltre gli incontri con la gente del luogo per carpire i loro segreti in cucina o per scoprire tramite la loro voce diretta abitudini ed usanze locali.

In ogni puntata, Filippo La Mantia dà consigli e cucina utilizzando gli ingredienti caratteristici dei luoghi visitati, rielaborati e mixati grazie all’uso del Minipimer Braun Multiquick 9, il primo al mondo con ACTIVEBlade Technology (tecnologia che riduce lo sforzo al minimo facendo oscillare
verticalmente le lame quando incontrano un ostacolo).

Sul sito sono presenti le prime 3 puntante dove sono state visitate:

  1. San Vito lo Capo (Sicilia).
  2. Trezzano sul Naviglio (Lombardia).
  3. Peschiera del Garda (Veneto)

Per seguire le puntate andate su italianfusion.it

Italian Fusion

 

San Daniele aiuta Norcia

San Daniele aiuta Norcia,  fonte: food24.ilsole24ore.com

Il 30 Ottobre Norcia è stata colpita dal terremoto, che oltre a migliaia di sfollati ha provato gravissimi danni all’arte e all’economia dell’appennino Umbro.

A Norcia e nei paesi limitrofi si produce il famoso prosciutto crudo IGP di Norcia (indicazione geografica protetta). Il Friuli, che ben conosce le conseguenze di un terremoto,  ha deciso di aiutare le aziende colpite accogliendo nelle aziende di produzione del prosciutto crudo San Daniele circa 60 mila coscie del prosciutto di Norcia.

Per effettuare l’operazione, trattandosi di IGP, è stato fatto un decreto dal ministero delle politiche agricole per modificare temporaneamente il disciplinare del prosciutto di Norcia. Sol dopo l’approvazione ministeriale le coscie potranno essere spostate dall’appennino Umbro al Friuli.

Tanto di cappello al grande cuore dei Friulani.

Photo credit: Lorenzo L M. via Foter.com / CC BY-NC-ND

Ferrero e la crociata a favore dell’olio di palma

Fonte: ilfattoalimentare.it

Sull’Olio di Palma se ne è parlato tantissimo nell’ultimo anno, sulla sua perocolosità per l’ambiente e sopratutto per la salute. Finalmente abbiamo inizato a vedere nelle confezioni dei prodotit a cui siamo affezionati la dicitura “Senza Olio di Palma”, un piccolo passo verso una maggiore coscienza sulla qualità dei prodotti che compriamo e che mangiamo.

Negli ultimi giorni però abbiamo assistito alla crociata di Ferrero a favore dell’Olio di Palma che sembra essere diventato ad un tratto innocuo per ambiente e salute. Ma perchè? A cosa dobbiamo credere?

Vi invito alla lettura di un interessanete articolo sull’argomento, pubblicato da ilfattolimentare.it al seguente link

olio di palma