Birra artigianale, dicitura approvata in Parlamento

Finalmente è stata da approvata in Parlamento la dicitura “birra artigianale”, anche se nella Gazzetta Ufficiale non esiste ancora la nuova definizione di birra artigianale.

Fino ad oggi non era mai esistita una legge che regolamentasse la birra artigianale, ma esiteva solo una legge che disciplina la produzione e il commercio della birra risalente al lontano 1962.

La nuova dicitura dovrebbe salvaguardare i metodi di produzione e quantitativi delle birre artigianali, infatti  l’emendamento dice:

“Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza e la cui produzione annua non superi i 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di prodotto per conto terzi.”

Cosa significa tutto ciò?
Che le grandi industrie di birra non potranno più produrre o riportare la dicitura di birra artigianale in quanto la quantità di birra ammessa dalla legislazione non deve superare i 200.000 litri/annui. Inoltre sulle birre artigianali non sarà più possibile aggiungere anidride carbonica e non si potrà alterare il prodotto con processi di pastorizzazione e microfiltrazione

Risultanto?
Birre artigianli più buone, o per meglio dire avremo delle vere birre artigianali.

Cosa manca?
Mancherebbe la certificazione sulle materie prime. Ma giustamente va considerato che in Italia la produzione di luppolo è troppo bassa per soddisfare tutti i birrifici nazionali.
Inoltre mancherebbe anche una riduzione delle accise per i microbirrifici.

Un primo passo che farà contenti alcuni (consumatori e microbirrifici) e scontenti altri (industrie).

birra_artigianale

Buono, pulito e giusto

Fonte: libro “Buono, pulito e giusto” di Carlo Petrini.

Carlo Petrini, classe 1949, fondatore e presidente di Slow Food è una delle persone più stimate e importanti del mondo enogastronomico.
Con Slow Food è sempre in prima linea per proteggere il valore del cibo e chi lo produce.
Ideatore del Salone del Gusto di Torino, di Terra Madre e dell’Università elle Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
Tra le tante onorificenze voglio ricordare che nel 2004 è stato inserito da Time Magazine tra gli “eroi del nostro tempo” nella categoria Innovator e nel 2008 è stato inserito dal quotidiano inglese Guardian tra le 50 persone che «potrebbero salvare il pianeta».

Lo slogan di Slow Food è “Buono, pulito e giusto”, titolo del libro di 10 anni fa (da cui è derivato lo slogan) e di quello di oggi.

In questo libro Carlo Petrini esorta i lettori a divendare loro stessi eco-gastronomi.

«”Buono, pulito e giusto” deve essere il nostro cibo, piacevole, accessibile a tutti, prodotto con criteri di sostenibilità, nel rispetto dei diritti di chi lo produce, di chi ne fruisce e della biodiversità agroalimentare e gastronomica.»

Vi riporto anche la definizione dello slogan:

«Rivendicare il Buono è tutelare il diritto al piacere nel rispetto delle differenti culture: stiamo parlando di felicità
Pulito è rispetto della Terra, degli altri e di se stessi: lavorare perchè la sostenibilità sia praticata da tutti è un’altra parte della nostra missione di civiltà
Giusto è la misura della gratificazione per chi produce e chi si nutre, il senso del limite. E’ un impegno politico che serve a migliorare la qualità della vita di tutti.»

Costo: 14 euro Spesi bene.

www.slowfoodeditore.it

BuonoPulitoGiusto

Amazon, il fruttivendolo online

Amazon diventa il vostro nuovo fruttivendolo.

E’ iniziata la vendita, anche in Italia, di frutta e verdura fresca da parte del colosso di acquisti online Amazon.

Sono state aggiunte 30 tipologie di frutta e verdura fresca oltre ai prodotti alimentari già presenti: surgelati (buste di minestroni e gelati), prodotti freschi (affettati e yogurt), prodotti a lunga conservazione (biscotti, popcorn…), pane, pasta, caffè, bibite, birre, vini e alcolici.

Il colosso di e-commerce garantisce consegne (direttamente al piano) in un’ora o in finestre di due ore. Per il momento solo a Milano e in 34 comuni dell’hinterland dalle 8.00 a mezzanotte per tutti i giorni della settimana.

L’acquisto è riservato ai clienti Amazon Prime attraverso l’applicazione per tablet e smartphone (IOS e Android) Amazon Prime Now.

Per verificare se la zona di residenza è coperta dal servizio di Amazon è sufficente collegarsi con l’App Prime Now ed inserire il CAP di residenza. Se la zona non è coperta si può chiedere la notifica appena il servizio sarà disponibile.

Costi

L’importo minimo di acquisto è fissato a 19 euro. La spedizione in un’ora costa 6,90 euro, mentre per la spedizione in finestre di 2 ore è gratis.
L’abbonamento ad Amazon Prime ha un costo di 19,99 euro all’anno (i primi 30 giorni sono gratuiti).

Amazon_Frutta_Verdura

Sol&Agrifood 2016

Sol&Agrifood 2016, 10-13 Aprile 2016 a Verona 

Sol&Agrifood è la rassegna Internazionale dell’Agroalimentare di qualità nata per promuovere l’eccellenza olivicola ed agroalimentare sul mercato nazionale ed internazionale. Il punto di riferimento del salone sono le materie prime, oggetto tra l’altro di corsi per insegnare a riconoscerne la qualità.

Tra le aree ed eventi del salone troverete:

  • Agorà -Cooking Show: si tratta di un’area di degustazione in cui i produttori, con l’aiuto di uno chef, presentano il loro prodotti.
  • Cheese experience: si tratta di un’area completamente dedicata ai Formaggi. Oltre ad ospitare Consorzi e Caseifici sarà la sede di laboratori per apprendere l’arte della degustazione e dell’abbinamento dei formaggi.
  • A taste of Coffee: si tratta di un’area dedicata alla promozione dell’eccellenza nel caffè di qualità (espresso, moka, percolato). Anche in quest’area saranno presenti corsi e degustazioni.
  • Birre: si tratta di un’area dedicata ai birrifici artigianali di Assobirra e ai birrifici nazionali ed internazionali con numerose iniziative di degustazione e abbinamento ai cibi.
  • Degustazioni Olio: degustazioni che presentano le migliori produzioni regionali per migliorare la conoscenza dell’olio extravergine di oliva.

Sito ufficiale dell’evento: www.solagrifood.com

SolaGridFood2016

Padelle antiaderenti

Fonte: “Padelle antiaderenti, no con noi non attacca”, lacucinaitaliana.it

Qual’è la verità sulle padelle antiaderenti? Ma quali sono i rivestimenti migliori?
Negli ultimi anni siamo stati invasi da pentole e padelle dei più svariati materiali che promettevano antiaderenza, sicurezza e risultati strabilianti.
Il sito lacucinaitaliana.it ha fatto un pò di chiarezza sull’argomento.
Nell’articolo pubblicato qualche giorno fa, si parla dei vari materiali utilizzati come rivestimento delle padelle spiegandone l’efficacia di antiaderenza e sfatando le notizie sulla nocività di alcuni materiali.
Tanto per cominciare sembra che il Teflon non sia pericoloso per la salute (a suo tempo bandito  dalle cucine). Infatti un’indagine scientifica ha stabilito che le pentole con tali rivestimenti non sono dannose: “Anche ingerire accidentalmente una piccola scaglia di materiale antiaderente in PTFE non è pericoloso”, rassicura Gianni Pochi, docente di Chimica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. “È un materiale inerte che il corpo non assorbe ed elimina naturalmente”.
La ceramica, tanto di moda, si è dimostrata inefficace come antiaderenza e sopratutto  come duarata. Infatti in lavastoviglie questo tipo di rivestimenti sono sensibili agli attacchi chimici dei detersivi.

Secondo lacucinaitaliana.it i migliori rivestimenti antiaderente del momento sembrano essere:

  • il Kerastone di Ballarini (Profi White per professionisti e White Stone per uso casalingo), un rivestimento antiaderente rinforzato con particelle di ceramica.
  • il Swiss Diamond di Kunzi, un rivestimento antiaderente rinforzato con polvere di diamante.
  • il Biotan della linea Gastrolux di Giannini, un rivestimento composto di biominerali naturali di sedimenti oceanici millenari (molto duraturo).

L’acciao e l’alluminio?
Il buon vecchio alluminio come diffusione del calore resta sempre il miglior materiale, l’importante è che lo spessore del fondo sia di almeno 5 millimetri.

Per il resto vi invito alla lettura dell’articolo”Padelle antiaderenti no con noi non attacca

antiaderente

Olive verniciate

Fonte: SlowFood.it – «Olive verniciate» Non è tutto naturale ciò che è verde

Dopo lo scandalo dell’olio di oliva normale spacciato per extravergine arriva un’altra brutta notizia sulle olive.
E’ di qualche giorno fa la notizia di ben 85 tonnellate di olive sequestrate dal Corpo Forestale in Puglia. Le olive in questione erano state colorate con il solfato di rame per sembrare più verdi. Oltre al maxi sequestro ci sono più di 5000 quintali di olive sequestrati perchè trotati in cattivo stato di conservazione e violazioni che riguardano il falso “made in italy” (olive spagnole e greche spacciare per pugliesi).
La colorazione delle olive è vietata dalla legge sia in Italia che in Europa.
La cosa grave è che il solfato di rame è dannoso per la salute, in quanto persiste negli organi e come tutti i metalli è difficilmente smaltibile.

In questi casi è difficile dare consigli, a rimetterci sono sempre i consumatori e i produttori onesti.

Per i dettagli vi invito a leggere il sito di SlowFood.it

olive_sequestrate