Sagre dei funghi ad Agosto e Settembre

Sagre dei funghi ad Agosto e Settembre. Fonte: lacucinaitalia.it

Stiamo entrando nel periodo preferito dagli appassionati di funghi sia per la raccolta che per le fiere e sagre.
Le regioni top per questo tipo di manifestazioni sono il Piemonte, la Toscana, e l’Emilia Romagna.
Sperando in una buona un’annata vi proponiamo le sagre scelte da lacucinaitalia.it in un loro recente articolo:

  • Sagra del fungo porcino a Cortona (Toscana, Arezzo), 20-21 Agosto. Il porcino sarà l’ingrediente principale di tagliatelle, zuppe e scaloppine, funghi trifolati e fritti. Per info: cortonamia.com
  • Fiera nazionale del fungo porcino a Albareto (Parma), 9-11 Settembre. Nel cuore dell’Appennino parmense è la fiera nazionale sul Porcino più importante. Saranno presenti stand gastronomici dove si potranno assaggiare porcini in tutte le salse. Per info: fieradialbareto.it
  • Sagra dei funghi a Bema (Sondrio), 10-11 Settembre. Due giorni tra cene e pranzi a menu fisso a base di funghi porcini e specialità valtellinesi. Per partecipare è necessaria la prenotazione. Per info: prolocobema.it
  • Mostra del fungo a Ceva (Cuneo), 11-18 Settembre. Organizzata dal 1961 dal gruppo micologico di Ceva. Esposizione di funghi sia freschi che liofilizzati e degustazioni varie tra cui: tajarin con i funghi, polenta con i funghi, funghi trifolati e fritti,  risotto con i funghi. Per info: mostradelfungo.it
  • Fiera del fungo di Borgotaro IGP a Borgotaro (Parma), 17-25 Settembre. Unico fungo d’Europa ad aver ottenuto l’IGP, il porcino di Borgotaro la farà da padrone tra aperitivi, cene e cooking show. Tra le ricette della festa, tagliolini ai funghi e porcini e champignon alle erbe. Per info: sagradelfungodiborgotaro.it

L’articolo completo de lacucinaitaliana.it lo trovate al seguente link.

Sagre dei funghi ad Agosto e Settembre

Photo credit: Juan Antonio Capó via Foter.com / CC BY

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Cremolì, il sostituto dell’Olio di Palma

Cremolì, il grasso che potrebbe sostituire l’Olio di Palma

Mida+, startup di Perugia, ha brevettato questo particolare composto che potrebbe diventare il sostituto ideale dell’olio di Palma e della Margarina tanto criticati ed odiati per essere dannosi alla salute umana.

L’intento di questa startup non era quallo di trovare un sostituto dell’Olio di Palma ma di creare un grasso (partendo dalle olive) che fosse perfetto per la pasticceria e la cucina. Il suo nome è Cremolì e a quanto sembraci sono riusciti.

Gli ingredienti di questa miscela sono: olio extra vergine di oliva (o olio di oliva a seconda della versione scelta), burro di cacao, acqua, lecitina di girasole. Il Cremolì viene prodotto con un processo di trasformazione a basse temperature senza l’uso di solventi chimici. Non contiene colesterolo, grassi idrogenati, conservanti ed allergeni. Ed è indicato per vegani, intolleranti del latte, uova e glutine.

A differenza dei prodotti concorrenti ha una alta presenza di grassi insaturi, polifenoli e vitamina E. Inoltre essendo un grasso cristallizato resiste in cottura e si amalgama in modo ottimale agli impasti conferendo ai prodotti da forno una friabilità maggiore rispetto a qualsiasi altro olio. Un’altra caratteristica importante è che scioglie a 26 gradi (contro i 36 dell’olio di Palma), questo significa che in bocca il Cremolì si scioglie subito permettendo di percepire meglio i sapori.

Ci auguriamo di vederlo al più presto tra gli ingredienti dei prodotti da forno venduti nei supermercati….e non solo.

Per maggiori informazioni vi consiglio la lettura del sito ufficiale midapiu.it

Cremolì, sostituto dell' Olio di Palma

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La buona pizza

Finalmente un bel libro sulla nostra Pizza, simbolo gastronomico italiano nel mondo.
“La Buona Pizza” è un racconto-viaggio nell’Italia della pizza di qualità. Le autrici, Tania Mauri e Luciana Squadrilli, raccontano dal Nord al Sud dell’Italia il loro itinerario alla scoperta di pizzerie gourmet e dei relativi chef-pizzaioli.
Il mondo della pizza negli ultimi anni sta vivendo un momento di evoluzione qualitativa. C’è molta attenzione nella ricerca di materie prime, nelle tecniche di panificazione e nella conoscenza del territorio.

Ogni capitolo del libro racconta un terrritorio, un pizzaiolo e le sue creazioni:

  1. “Bontà per tutti” di Stefano Viola – Santo Stefano Belbo (Cn)
  2. “I Tigli” di Simone Padoan – San Bonifacio (Vr)
  3. “’O Fiore Mio” di Matteo Tambini e Davide Fiorentini – Faenza
  4. “Percorsi di Gusto” di Marzia Buzzanca – L’Aquila
  5. “Tonda” di Stefano Callegari – Roma
  6. “Pepe in Grani” di Franco Pepe – Caiazzo (Ce)
  7. “La Notizia” di Enzo Coccia – Napoli
  8. “Grotto Pizzeria Castello” di Angelo Rumolo – Caggiano (Sa)
  9. “Fandango” di Salvatore Gatta – Scalera (Pz)
  10. “Pizzeria Bosco” di Massimo Bosco – Tempio Pausania (Ot)

Distribuito da Giunti Editore lo trovate al seguente link

La Buona izza

Giunti Editore

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Massimo Bottura sul tetto del Mondo

L’Osteria Francescana di Massimo Bottura è il miglio ristorante al Mondo del 2016

Massimo Bottura ce l’ha fatta, è il numero uno dei World’s 50 Best Restaurants del 2016.
Il 13 giugno al Cipriani Wall Street di New York si è svolta la premiazione dei The World’s 50 Best Restaurants 2016 e dopo tante fatiche un italiano è riuscito nell’impresa con il suo ristorante “l’Osteria Francescana di Modena”. Per la prima volta la cucina mollecolare spagnola passa in secondo piano.

La “50 Best” è nata nel 2002 dalla rivista inglese Restaurant, e in pochi anni si è confermata una delle classifiche di ristoranti internazionali più famose e discusse. La giuria di è composta da circa 1000 critici gastronomici, chef e professionisti dell’industria alimentare.

Nella classifica ci sono anche altri italiani:

Per maggiori info vi invito alla lettura del sito ufficiale di World’s 50 Best Resaurants

l_5216_Massimo-Bottura-50-Best

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Cosa mangiamo e beviamo durante gli europei di calcio 2016

Gli europei scelgono di guardare i Campionati Europei UEFA 2016 restando a casa con i familiari.
Secondo uno studio Tiendeo, l’81% degli europei guarderà le partite di Euro 2016 da casa e il  71% lo farà con la propria famiglia.
Snack salati e bibite saranno i prodotti più consumati durante le partite e sorpassano la birra.

Cibi più consumati durante le partiteGiugno 2016. Tiendeo, il portale leader di votantini e offerte online ha condotto un sondaggio tra i suoi utenti per capire come gli europei seguiranno le partite di calcio di Euro 2016, che ha preso il via Venerdì 10 Giugno con Francia-Romania.
I risultati indicano che l’81% degli intervistati ha dichiarato che guarderà la maggior parte degli incontri a casa, mentre il 19% seguirà l’evento in un bar o al pub. L’85% di essi ha confermato che sarà davanti alla televisione “tradizionale”, mentre l’11% aproffitterà della Smart TV e solo il 4% seguirà le partite da uno smartphone e/o computer o laptop.
I risultati evidenziano inoltre che il 71% dei tifosi europei sarà accompagnato dai propri familiari, mentre il 19% guarderà i match con gli amici ed una piccola minoranza (10%) sarà sola.
Snack salati (come patatine o noccioline) guidano la classifica dei cibi che verranno consumati durante le partite con il 66% delle scelte, seguiti da snack fatti in casa o veri e propri pasti (43%). Il 13% degli intervistati opterà invece per consegna a domicilio o takeaway.
Sul fronte dei consumi di cibo e bevande è sorprendente notare che la birra non sarà la bevanda più consumata durante l’evento, scelta dal 48% degli intervistati. Il 73% consumerà per lo più analcolici, come bibite o acqua.

Bevande più consumate durante UEFA Euro 2016

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Latte dai piselli?

Fonte: startupitalia.eu

Ripple Foods è una startup nata in California che produce il latte dai piselli.
I due ragazzi di Ripple Foods hanno trovato il modo per non far rinuciare, alle persone intolleranti, di bere il latte.
La startup ha già ottenuto 13,6 milioni di dollari da investitori ed il lorto prodotto è già sul mercato.

Perchè i piselli?

I piselli contengono in abbondanza vitamine K, B1, C, manganese, fibre, rame, fosforo e altri nutrienti.
Il latte ottenuto sarebbe libero da glutine e lattosio, quindi perfetto per i vegani e per chi soffre di intolleranze alimentari.
Inoltre è povero  di grassi saturi tanto da averne 9 volte in meno rispetto alle alternative sul mercato. In poche parole non avrebbe rivali tra gli altri prodotti come quello di soia, mandorla e cocco

Il latte sa di zuppa di piselli?

No e avrebbe il 96% in meno di acqua rispetto al latte di soia, quindi la sua produzione gioverebbe anche all’ambiente.

Per maggiorni informazioni consultate il sito ufficiale ripplefoods.com

Latte_Piselli

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